CHE COS’E’ LA NUTRACEUTICA

La nutraceutica deriva il suo nome dal connubio tra le parole nutrizione e farmaceutica.

Nella Grecia antica Ippocrate (400 a.C.) aveva proposto che le malattie derivassero da vapori emessi dal cibo non digerito, ed aveva formulato il detto “Sia il cibo la tua medicina”, per indicare l’importanza della scelta del cibo adatto all’individuo.

nutraceutica personbalizzata

Data la correlazione sempre più forte tra stati patologici (o invecchiamento) e deterioramento di biomolecole, con la necessità di combattere lo stress radicalico e di colmare i deficit di vitamine, proteine e lipidi, si è sviluppata la nutraceutica, che raccoglie l’armamentario delle formulazioni contenenti principi naturali, provenienti appunto da alimenti.

L’approccio nutraceutico è stato utilizzato negli ultimi anni a scopo prettamente commerciale, facendo crescere a dismisura un mercato, tra l’altro libero da prescrizione medica, dove vi sono innumerevoli formulazioni che hanno la funzione di supplire al depauperamento di molecole essenziali, pur senza sostituire l’apporto di una dieta variata, come viene indicato sulle confezioni in base alla normativa legislativa vigente.
Il medico, che si trova di fronte ad una così vasta scelta di prodotti, avverte un notevole imbarazzo nei principi-guida di una scelta motivata per il suo paziente.

Proprio in virtù di questo, sono necessari strumenti per la personalizzazione dell’integrazione nutraceutica.
Scientificamente si è più volte dimostrato che la supplementazione nutraceutica deve rispondere, come la terapia farmacologia, al principio del bisogno per quel trattamento per evitare eccessi o reazioni indesiderate collegate ai principi biologicamente attivi.

Esempi possono essere le integrazioni suggerite per combattere i radicali liberi, (miscele di vitamine o antiossidanti) oppure le supplementazioni di oli vegetali o animali ad alto contenuto di poliinsaturi omega-3 ed omega-6.
Le supplementazioni di vitamine, antiossidanti e lipidi rappresentano oggetto di argomento di grande respiro, è tuttavia necessario comprendere quando e come utilizzarle al meglio, in base anche ad una conoscenza dei meccanismi di azione delle singole molecole.

Ciò che emerge dalla totalità degli studi eseguiti sull’attività antiossidante è che la maggiore efficacia deriva dalla combinazione di diversi tipi di molecole e dalla sinergia dei loro meccanismi di azione. antiossidanti


L’azione degli antiossidanti
prevede pertanto di utilizzarli in una strategica combinazione per ottenere sinergismo, ovvero per potenziarsi reciprocamente e rigenerarsi l’un l’altra, permettendo fra l’altro di abbassarne le dosi ed effetti collaterali. L’effetto sinergico degli antiossidanti è facilmente comprensibile, tenendo conto che nell’ambiente cellulare le reazioni radicaliche avvengono sia in compartimenti prevalentemente acquosi che in compartimenti prevalentemente idrofobici, e con diverse modalità. Soltanto un corredo di molecole, aventi coefficienti di ripartizione diversi e meccanismi di azione complementari, può assicurare il controllo di tutte le possibili reazioni in gioco.

Un esempio ormai classico è dato dalla triade vitaminica A-C-E, che da più parti è riconosciuta come coadiuvante terapeutico di numerosi stati patologici e dell’invecchiamento. composti polinsaturi
Per quanto riguarda le supplementazioni dei composti poliinsaturi, si può già notare che nella letteratura scientifica vi siano lavori che affermano l’utilità di tali somministrazioni mentre altri lavori non ne riscontrano l’efficacia o sollevano molti dubbi sulla reale attività.

E’ importante sottolineare che tali contrastanti risultati possono essere spiegati da un insieme di fattori, quali la biodisponibilità e il metabolismo dei composti poliinsaturi somministrati, la situazione individuale ed il consumo o lo stato ossidativo e di stress radicalico del soggetto.

Una regola generale da seguire prima dell’assegnazione di supplementazioni vitaminiche o lipidiche, è quella di costruire un quadro della situazione individuale, con la determinazione del tipo e del fabbisogno lipidico, nonchè dello stress ossidativo e la produzione di radicali dell’individuo stesso. Come è stato ampiamente spiegato, i lipidi poliinsaturi sono composti ad elevata ossidabilità ed alterabilità, con potenziale tossicità dei loro prodotti di degradazione. Pertanto, le reazioni radicaliche sono molto più probabili quanto più l’individuo abbia sviluppato una condizione di stress cellulare.

In connessione alla nutraceutica devono pertanto essere sviluppati metodi diagnostici per l’evidenziazione delle necessità. Tra di essi, la lipidomica collegata alla membrana cellulare si sta rivelando uno degli strumenti più indicati per supportare la scelta della strategia di supplementazione. Difatti, acquisito il quadro lipidomico, la nutraceutica può essere assegnata in modo assolutamente personalizzato, secondo l’effettiva necessità, pertanto dotato di un’ottima prospettiva di efficacia.

A questo metodo diagnostico ed ai suoi sviluppi futuri nella direzione delle “-omiche” è collegata la nutraceutica della linea Nutragenika, studiata e proposta al pubblico per l’equilibrio della membrana cellulare ed il suo mantenimento, sia in condizioni fisiologiche che patologiche.

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