fatprofile - profilo lipidomico

 

Fatprofile_kit_boxFatprofile® è l’unica analisi molecolare su membrana cellulare di globulo rosso maturo (120 giorni) che fornisce il profilo lipidomico della cellula del paziente.

E’ uno strumento avanzato ed innovativo di medicina molecolare nelle mani del professionista Medico/Specialista.
Con il Fatprofile® è possibile controllare lo stato del soggetto, scoprire squilibri di membrana ed evidenziare il bilanciamento tra i diversi di acidi grassi.  
FAT-PROFILE® rileva anche la presenza di isomeri TRANS (che costituiscono una libreria molecolare brevettata e sviluppata dai ricercatori del CNR, fondatori di Lipinutragen S.r.l., spin-off del CNR di Bologna), consentendo di intervenire appropriatamente con una strategia nutrizionale/nutraceutica personalizzata.

Come si esegue Fatprofile®

membrana LipinutragenPresso il medico referente o un laboratorio analisi si effettua un semplice prelievo di sangue venoso (2 cc) o da dito (0,5 cc). Il paziente inoltre compila una scheda che raccoglie dati anamnestici e informazioni sul suo stile di vita e sulla sua alimentazione abituale. Il campione ematico e i dati raccolti vengono quindi inviati tramite corriere (a spese di Lipinutragen) al Laboratorio di Lipidomica (Aut. Sanitaria CF201182/12 ), ove avverrà l’analisi. Non è necessario che il paziente sia a digiuno.

La risposta del Fatprofile® è un referto lipidomico che porta al Professionista la lettura ragionata dei valori rilevati, in riferimento ai dati del paziente espressi nel questionario. Consta in una tabella con

  • i valori e le percentuali degli acidi grassi riscontrati nella membrana eritrocitaria del soggetto a confronto con l’intervallo di valori ottimali.
  • alcuni indici di squilibrio, come il rapporto tra acidi grassi saturi e monoinsaturi (SFA/MUFA) e il rapporto tra acidi grassi poliinsaturi omega-6 ed omega-3 (omega-6/omega-3), utili per inquadrare la situazione di bilancio lipidico dovuto sia alla biosintesi che all’apporto nutrizionale.
  • 4 indici di attività enzimatica.
  • l’omega-3 index rischio cardiovascolare.
  • i lipidi TRANS, marcatori di stress radicalico.

Due parti del referto lipidomico Fatprofile® sono disponibili sia per lo Specialista/Medico curante che per il paziente: la Tabella e il Profilo lipidomico (tab e fat) La Tabella (tab) che riporta i valori degli acidi grassi, distinguibili in PISTE biosintetiche:

  1. FatprofilePISTA degli ACIDI GRASSI SATURI, comprendente l’acido palmitico e l’acido stearico che si correlano allo stato di funzionalità della membrana cellulare riferita alle sue proprietà biofisiche, ovvero fluidità e permeabilità. Gli acidi grassi saturi si collegano al rallentamento degli scambi cellulari, con fenomeni di irrigidimento delle strutture cellulari, ed accumulo di grassi saturi a livello di tessuti (fegato);

  2. PISTA degli ACIDI GRASSI MONOINSATURI, comprendente l’acido palmitoleico, l’acido oleico e l’acido vaccenico, che si collegano Sviluppo Fetoall’equilibrio della membrana cellulare, con proprietà favorevoli di fluidità e permeabilità. Essendo necessari alla vita cellulare, l’incremento della pista di MUFA si collega ad un aumento della richiesta di grassi per la proliferazione delle cellule e per un aumento di stress generale.

  3. intestinoPISTA degli ACIDI GRASSI POLIINSATURI OMEGA-6, comprendente l’acido linoleico (precursore dalla dieta), l’acido eicosatrienoico detto anche diomogammalinolenico (DGLA) e l’acido arachidonico; questa pista parte dall’apporto dell’acido grasso essenziale acido linoleico, che l’uomo deve assumere tramite l’alimentazione. Tale pista e’ indispensabile per il benessere dei veri tessuti (pelle, intestino, muscoli) ed anche per l’invio di segnali importanti tramite la cosiddetta cascata degli EICOSANOIDI, utili in diversi processi di difesa immunitaria e nell’infiammazione.

  4. PISTA degli ACIDI GRASSI POLIINSATURI OMEGA-3, comprendente l’acido eicosapentaenoico (EPA) e l’acido docosaesaenoico (DHA). Questa pista inizia con l’assunzione dalla dieta memoria cervellodell’acido grasso essenziale ACIDO ALFA-LINOLENICO, presente principalmente nei vegetali, noci e alcuni semi oleosi (lino). Non viene monitorato l’acido alfa-linolenico perché scarsamente presente nei globuli rossi, a meno che non venga specificatamente supplementato. Questa pista è molto importante per il bilanciamento degli effetti della pista omega-6 e per una specifica azione a livello della funzionalità di alcuni tessuti (nervoso, cardiaco,muscolare), nonché della protezione antiinfiammatoria ed immunitaria.

Nella tabella sono anche presenti alcuni rapporti che dimostrano l’importanza delle proporzioni tra le varie piste: gli Indici di Squilibrio, espressi come:

  1. il rapporto acidi grassi saturi con acidi grassi monoinsaturi (SFA/MUFA);
  2. il rapporto omega-6/omega-3;
  3. l’omega-3 index rischio cardiovascolare ovvero la somma di omega-3 EPA e DHA nella membrana del globulo rosso. Questo indice è stato recentemente introdotto per valutare il rischio cardiovascolare dovuto ad assenza di omega-3 dalla dieta o dato da un forte consumo ossidativo, pertanto deve essere valutato con attenzione un caso di supplementazione con alte dosi di omega-3, come pure in caso che sia già presente una malattia cardiovascolare.
    rischi cardiovascolari

Nella sezione Indici di Squilibrio sono anche riportati gli INDICI DI DESATURAZIONE che segnalano l’attività degli enzimi desaturasi. Questi enzimi sono presenti in alcune tappe della biosintesi degli acidi grassi, per creare nella struttura di tali molecole i doppi legami o insaturazioni in precise posizioni della catena molecolare e con la geometria CIS.

Esistono tre tipi di enzimi desaturasi:

  • DELTA 9 DESATURASI che trasforma acidi grassi SATURI in ACIDI GRASSI MONOINSATURI.
  • DELTA 6 DESATURASI che inserisce doppi legami nella struttura dell’acido LINOLEICO omega-6 ed anche nelle strutture degli acidi grassi omega-3.
  • DELTA 5 DESATURASI che inserisce i doppi legami nella struttura dell’acido diomogammalinolenico omega-6 (DGLA) ed anche nelle strutture degli acidi grassi omega-3.

Gli indici di desaturasi possono trovarsi fuori dall’intervallo ottimale in due situazioni diverse:

  • iperattività, che indica quindi un’attivazione della formazione di doppi legami. Ciò avviene in alcuni casi fisiologici, come ad esempio una maggiore richiesta di acidi grassi insaturi per la formazione di nuovi tessuti per l’accrescimento del feto in gravidanza. Questo indice viene attualmente seguito per una sua possibile applicazione come marcatore in diversi stati patologici che prevedono un accrescimento di cellule, come avviene per l’obesità ed il tumore.
  • ipoattività che si verifica (più spesso) a causa di un funzionamento ridotto di tessuti importanti per la biosintesi lipidica (tessuto epatico), oppure per una mancanza di cofattori per il corretto funzionamento enzimatico (vitamine gruppo B, biotina, Mg, Zn, Fe) oppure ancora per la presenza di specifici inibitori dell’enzima desaturasi quali alcol e grassi trans.

Zero Trans FatInfine, nella Tabella trovano posto gli acidi grassi trans, ed in particolare il Trans 18:1 (chiamato anche acido elaidico) che è l’isomero trans geometrico dell’acido oleico, e gli isomeri trans dell’acido arachidonico (trans 20:4).

In quest’ultimo caso, gli isomeri dell’acido arachidonico possono essere valutati con apposite librerie molecolari che sono state create in laboratorio chimico mediante i modelli di membrana cellulare. Si deve specificare che gli isomeri geometrici dell’acido arachidonico, dovuti a stress radicalico e più probabili da ritrovare nell’organismo, sono i cosiddetti mono-trans, ovvero dove solo uno dei 4 doppi legami dell’acido arachidonico, è stato trasformato da CIS a trans. Quindi nella tabella il valore trans 20:4 si riferisce alla somma degli isomeri geometrici mono-trans dell’acido arachidonico, riconosciuti con appositi standard di riferimento.

Il Profilo Lipidomico (fat) traccia la situazione delle piste di acidi grassi, in base ai valori della Tabella ed anche in base alle notizie sul soggetto ottenute dal questionario preventivamente compilato dal paziente.

Nel Profilo Lipidomico vengono commentate le piste, se sono regolari oppure se vi è un valore, in eccesso o difetto, degli acidi grassi o dei rapporti. Tenendo conto che ciascuno degli acidi grassi e ciascuna pista provvede ad una funzione metabolica, si danno indicazioni del significato dei valori trovati nell’individuo e dell’origine dello scompenso presente nella membrana.

Nel Profilo è presente un andamento sotto forma di grafico per visualizzare più prontamente l’andamento del soggetto rispetto all’andamento normale presente come zona verde nel grafico stesso. Il referto lipidomico e’ redatto in uno stile di lettura facilitata con una parte generale di informazioni ed una parte specifica di lettura dello stato del soggetto.

 

Analisi Lipidomica - Profilo lipidomico esempio

Analisi Lipidomica – Esempio di profilo lipidomico

 

Nel referto lipidomico è presente inoltre un indice numerico presentato con la scala a colori che è l’indice MUI, l’indice di squilibrio della membrana cellulare (Membrane Unbalance Index; PCT/IT2008/000560 del 28.08.2008; EP2356468).

Analisi Lipidomica - Profilo lipidomico squilibrio di membrana

Analisi Lipidomica – Esempio di profilo lipidomico con squilibrio di membrana forte

 

Questo è un dato disponibile unicamente nel Fatprofile® . Tramite un algoritmo appositamente studiato dai ricercatori Lipinutragen, sulla base dei valori degli acidi grassi trovati nella membrana eritrocitaria del soggetto, si può ricavare un indice numerico che riassume in modo immediato e semplificato la situazione di sbilanciamento in cui si trova l’individuo.
Il numero va da 0 a 100, ovvero in percentuale può indicare se lo squilibrio della membrana è iniziale, coinvolgendo solo inizialmente piccole percentuali di acidi grassi (0-15), oppure coinvolge gli acidi grassi in modo più massiccio e su più piste, influenzando più pesantemente il normale funzionamento cellulare (MUI > 40-50%). Il colore della scala indica se nella condizione di squilibrio trovata nell’individuo vi siano già alcuni indicatori di rischio.

  • Per uno squilibrio lieve (zona verde) si parla di una condizione normale, perchè gli acidi grassi trovati fuori della norma (in eccesso o difetto) sono comunque correlati ad un normale funzionamento cellulare.
  • Lo squilibrio moderato (zona gialla) si verifica se alcune piste di acidi grassi non sono nella norma, compatibilmente con qualche situazione di sbilanciamento non correlata alla presenza di indicatori di rischio.
  • L’indice nella zona rossa suggerisce che alcune piste o valori di acidi grassi sono fuori della norma, e questa volta si tratta di “indicatori” di rischio ben noti per lo sviluppo di uno stato di difficoltà nel funzionamento di tessuti e patologie correlate.

Si deve sottolineare che lo squilibrio forte (zona rossa) non indica necessariamente una patologia in atto.
Per es., è ben noto che l’eccesso di acidi grassi saturi sia un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cardiovascolari o neurologiche, oppure che l’acido arachidonico in eccesso indichi la progressione di uno stato infiammatorio. Se si troverà l’indice MUI nella zona rossa significa soltanto che il soggetto sarà più motivato a seguire le indicazioni del suo medico per ripristinare le condizioni di normalità, tanto più se si trova in condizioni di salute.

Trovare valori alti che portano l’indice nella zona rossa, non significa che l’individuo svilupperà queste malattie. E’ però molto importante evidenziare lo squilibrio prima possibile e riportare questi indicatori al valore ottimale, così da evitare il permanere di una situazione di squilibrio e stimolazione negativa al funzionamento cellulare. Attuando un intervento mirato sullo squilibrio trovato nel soggetto, si potrà assicurare il ripristino della funzionalità di membrana.

Allo Specialista/Medico curante è riservata la parte del Referto Lipidomico FAT PROFILE® contenente un suggerimento nutraceutico/integrativo  (Consiglio Nutraceuitco – nutra) e indicazioni alimentari (Indicazioni Dietetiche – diet).

Il Consiglio Nutraceutico (nutra), che in base al profilo sopra definito, suggerisce un intervento personalizzato per colmare i deficit e bilanciare le piste. Per redigere questo tipo di consiglio sono necessarie conoscenze che vanno dal meccanismo di azione dei principali antiossidanti, alle funzioni degli acidi grassi e la lipidomica, ed infine alle componenti nutrizionali, che possono essere acquisite attraverso lo studio della lipidomica e  la pratica dell’utilizzo di FAT PROFILE® nella diagnostica clinica oltre che dall’esame di diversi casi.

nutrizionista

Gli elementi generali della lettura delle piste di volta in volta devono essere collegati con le informazioni provenienti dalla storia familiare e clinica del soggetto. L’intervento nutraceutico è valutato su un periodo di 4 mesi, ma devono essere effettuate solo 3 settimane al mese di utilizzo dei prodotti consigliati.
Ciò rispetta il criterio della terapia lipidica, con composti lipofili la cui escrezione è comunque lenta.
La settimana di interruzione fa sì che i depositi adiposi o tessuti più lipofili non si arricchiscano di acidi grassi in modo non naturale, e non possano quindi risentire di tossicità da accumulo.

Inoltre, la compatibilità della strategia di intervento nutraceutico suggerito viene valutata anche in presenza di specifiche terapie farmacologiche segnalate nella storia del soggetto. Vale la pena di sottolineare che l’approccio di intervento mediante riequilibrio dello stato lipidico della membrana non rappresenta una forma di “medicina alternativa”, anzi le indicazioni nutraceutiche fornite nel referto lipidomico possono essere assolutamente compatibili e combinate con la terapia farmacologica assegnata per il paziente.

indicazioni dieteticheLe Indicazioni Dietetiche (diet) vengono fornite insieme al Profilo Lipidomico ed al Consiglio Nutraceutico nella convinzione che l’alimentazione sia un elemento indispensabile di riequilibrio per il soggetto.
Allo stato attuale si deve altresì specificare che per le scelte alimentari sono stati messi a punto solo degli schemi semplici, con una divisione tra tipologie di alimenti e distinzione della frequenza con tre modalità di utilizzo: consentiti, da utilizzare in numero di porzioni, da non consumare.

Dal lavoro di raccolta dati di lipidomica e di messa a punto di strategie nutraceutiche testate su un vasto e variegato panorama di situazioni metaboliche, la definizione di NUTRILIPIDOMICA sta acquistando via via il suo appropriato significato applicativo.

Tra tutte le discipline “omiche”, ovvero rispetto alla genomica o proteomica, è proprio la lipidomica che maggiormente può proporsi per il connubio efficace con nutrizione e nutraceutica, sfruttando la naturale predisposizione della membrana cellulare a rinnovarsi ed a costituire tessuti funzionali mediante un corretto apporto lipidico, ottenibile da un bilanciamento ottimale tra biosintesi e dieta.


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